The State of Italian B2C eCommerce

Sono buone notizie, quelle della situazione dell‘ecommerce B2C italiano?

All‘Università degli Studi di Milano – Bicocca è andata in scena la presentazione dei risultati dell‘Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm al convegno intitolato “eCommerce B2c in Italia: esame di maturità per l‘offerta”: gli stessi relatori hanno sottolineato sia i punti positivi che quelli negativi della fotografia scattata dalla ricerca, evidenziando come l‘Italia stia ancora crescendo in numeri e percentuali, ma come gli altri paesi europei e mondiali rimangano ancora un lontano miraggio per il nostro paese.

"Quello che ogni anno facciamo" sottolinea Umberto Bertelè, School of Management del Politecnico di Milano, aprendo i lavori, " è un vero e proprio esame di maturità per il commercio elettronico italiano, visto come l‘ecommerce si riveli spesso un simbolo dell‘avanzamento del paese. A mio parere la Cina, uno delle potenze mondiali a maggior tasso di crescita, è il paese dove l‘ecommerce conta di più, visto come il commercio digitale ha sostituito quello tradizionale. In Italia invece la struttura è sempre stata carente, è meno urbanizzata, ha sempre visto nella maggioranza dei casi i piccoli negozi, a oggi in via d‘estinzione anche a causa dell‘ecommerce stesso. Il quadro di oggi è piuttosto vario, con alcuni punti di vista positivi e alcuni negativi, in un sistema in cui sarà necessario evolversi tenendo conto di entrambi i lati del commercio, quello elettronico e quello tradizionale". "Oggi l‘ecommerce nel mondo 1,5 miliardi di persone, coloro che acquistano online nel corso del mese" aggiunge, entrando subito nel merito della ricerca, Roberto Liscia, presidente di Netcomm. "Il carrelo medio si attesta intorno ai 1.500 dollari l‘anno.

L‘ecommerce nel 2016 è cresciuto del 17%, tasso di crescita che è calato rispetto ai tre rilevamenti precedenti, dove nel 2014 si è registrata una crescita del 23%, e nel 2015 del 19%. La regione Asia-Pacifico ha registrato 1000 miliardi di dollari di fatturato, crescendo addirittura del 28%. Per quanto riguarda il totale nel mondo, le merci intermediate dall‘ecommerce sono il 7%: i 5 paesi più influenti in questo dato sono la Cina (33%), gli Usa (26%), UK (7%), il Giappone (5%) e la Francia (3%)". Quasi nessuna traccia del peso lasciato dal nostro paese su questa classifica. "Il 2016 è stato l’anno più importante per l’eCommerce, durante il quale si sono affermati nuovi modelli di business guidati dal concetto del cross. Cross border, cross canalità e cross device: sono questi i nuovi termini del commercio elettronico, che raccontano l’evoluzione a partire dai nuovi modi di comportamento degli shopper" conclude il presidente Netcomm.


Mobile Commerce ed evoluzione del consumatore online
Nel 2016 gli acquisti eCommerce da smartphone sfiorano i 3,3 miliardi di euro (suddivisi tra il 63% dei prodotti ed il 37% dei servizi), con una crescita del 63% rispetto al 2015. Negli ultimi tre anni il mercato è triplicato, a conferma dell’importanza di questo canale per il consumatore. Per i prodotti giocano un ruolo importante sia i siti con modelli di business in cui conta l’istante d’acquisto (ad esempio i siti delle flash sales) sia le iniziative (marketplace in primis), siti che hanno investito per offrire una customer experience semplice ed efficace su questo canale. Per i servizi è invece preponderante l’acquisto di biglietti di trasporto (aerei e ferroviari) e la prenotazione di alloggi (in hotel e case private).
Nel 2016, i web shopper italiani, ossia i consumatori che hanno effettuato almeno un acquisto online nell’anno, crescono del 7% annuo e raggiungono quota 19 milioni, pari al 60% circa degli internet user. Tra questi, gli acquirenti abituali, quelli che effettuano almeno un acquisto al mese, raggiungono i 12,9 milioni e generano il 91% della domanda totale eCommerce (a valore), spendendo online in un anno, mediamente, 1.382 euro ciascuno[1]. Il bacino di utenti dell’eCommerce B2c italiano è decisamente inferiore a quello dei principali mercati eCommerce europei: in UK gli web shopper sono 48 milioni (l’85% degli internet user), in Germania 55 milioni (l’81% degli internet user) e in Francia 41 milioni (il 76% degli internet user).

Continua la crescita dell’Export
L’Export, inteso come il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri, cresce nel 2016 del 17% e supera i 3,4 miliardi di euro. Turismo e Abbigliamento, grazie a un’offerta più matura, sono i comparti più incisivi e insieme rappresentano il 78% del mercato. Il Turismo, spinto soprattutto dagli operatori di trasporto, vale il 42% delle esportazioni online, mentre l’Abbigliamento il 36%. Proprio l’Abbigliamento è caratterizzato da una spiccata propensione all’Export, con quasi la metà delle vendite del settore (42% per la precisione) effettuate oltre confine. La forza e la notorietà dei brand, le competenze digitali sviluppate nel corso degli anni da alcune Dot Com italiane e da alcune boutique multibrand, unitamente alla carenza di offerta sui canali tradizionali all’estero, sono le ragioni del successo dell’Abbigliamento fuori dai confini nazionali. Gli altri comparti dove i brand italiani godono di ottima reputazione all’estero (Arredamento e home living e Food&Grocery) contribuiscono ancora marginalmente all’Export, per via di un’offerta poco sviluppata e di alte complessità operative.
 

Fonte: mymarketing.net