Retargeting o Remarketing, questo è il dilemma

29 Aprile 2020

Quante volte hai sentito parlare di queste due azioni come se fossero la medesima strategia? Eppure ci sono piccole differenze che le rendono uniche. Ma partiamo per step.

Se hai un E-commerce, oppure un sito web istituzionale con obiettivo lead generation e hai una media di 100 visite al giorno con una buona percentuale di conversioni (ovvero rapporto tra visite e acquisti o richieste di contatto) allora questo articolo ti sarà d’aiuto.

Ti stupirà sapere che di queste conversioni, solo il 2% viene effettuato da utenti che approdano sul tuo sito web per la prima volta e oltre il 71% lascia il prodotto nel carrello senza acquistarlo.

Il 98% delle volte, acquisti o semplici contatti arrivano da utenti che ritornano al tuo sito web dopo una lunga ricerca effettuata su altre piattaforme, raccolta di recensioni e video testimonianze.

È a questo punto che sfruttiamo le strategie di Remarketing e Retargeting, che permettono di intercettare nuovamente quegli utenti che hanno già avuto un primo contatto con te, anche in passato, visitando semplicemente la tua homepage oppure hanno aggiunto un articolo al carrello.

Come funzionano?
Nel caso del retargeting il meccanismo si basa sul tracciamento dell’utente utilizzando l’inserimento di un pixel (per Facebook Ads) o snippet di codice (per Google Ads) , grazie ai quali è possibile creare degli annunci personalizzati sulla base delle pagine che un fruitore ha visitato, andando quindi a rispondere ai suoi reali interessi. Bisogna creare dei messaggi pubblicitari ad hoc, che verranno poi mostrati agli utenti nelle successive navigazioni, anche su siti terzi, incentivando e migliorando così il tasso di conversione.

Il remarketing invece, è un’operazione molto simile al retargeting ma utilizza uno strumento diverso, ovvero le email. Utilizzare l’email remarketing significa avere già i dati di un utente sia esso cliente o prospect, ed è fondamentale per concludere il percorso di fidelizzazione. Si andrà quindi ad inviare un messaggio di posta elettronica personalizzato e diretto, per cercare di coinvolgerlo nuovamente e convincerlo a trasformare le proprie intenzioni in azioni concrete. Un esempio realistico di remarketing consiste nel mandare una email all’utente, in cui gli si ricorda quali sono gli articoli nel carrello o la lista dei desideri e, allo stesso tempo, gli si mostrano i prodotti con le relative caratteristiche. Stando ai dati analizzati da Across, un’attività di remarketing strutturata ad hoc, può consentire a un’azienda di incrementare fino al +40%, in un mese, le visite al proprio sito web, aumentando del 150% il tasso di conversione.

Utilizzando entrambi gli strumenti, si raggiungono a prescindere importanti vantaggi, tra cui:

Aumentare la propria brand awareness in quanto l’utente, dopo aver accettato i cookie del tuo sito, sarà “rintracciato” costantemente attraverso gli annunci del tuo prodotto e del tuo marchio, su app, social e siti terzi. Questo lo spingerà probabilmente a tornare sul tuo sito e a portare a termine la conversione.

Creare una relazione con l’utente, che così entrerà a contatto con la tua azienda tanto più se l’annuncio propone un prodotto su misura per i suoi bisogni. Questo lo spingerà a seguire la tua azienda anche sui social media e a iscriversi alla tua newsletter

Concentra i tuoi investimenti pubblicitari su persone che hanno già familiarità con il tuo brand e di recente hanno dimostrato interesse.

In conclusione, l’integrazione di azioni di retargeting e remarketing all’interno della propria strategia di web marketing può contribuire in modo significativo ad aumentare il ROI (ritorno sugli investimenti), convincendo clienti potenziali e/o consolidati a scegliere la propria azienda o il proprio prodotto.

 


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