La pubblicità digitale ai tempi del Coronavirus

03 Aprile 2020

In queste settimane difficili per il Paese, costretto ad affrontare l’emergenza Coronavirus, i numeri dei media digitali (e anche della tv) stanno crescendo fortemente.

Da un lato, c’è il bisogno di informazione da parte dei cittadini, circa gli aggiornamenti sull’andamento dell’epidemia, dall’altro, date le misure di contenimento, e l’obbligo di restare in casa, c’è un aumento di presenza online. In particolare, vengono svolte molte più attività sul web: c’è chi lavora da casa attraverso il cosiddetto smart working, chi naviga più costantemente sui social, è aumentato l’utilizzo dei servizi di streaming, i siti e le app di giochi, fitness, cucina ed e-commerce sono tra le più utilizzate.

Nonostante gli aumenti di utenza, in certi casi superiori al 100% rispetto alle medie del periodo, c’è un problema legato alla “poca monetizzabilità” del traffico generato dai tanti contenuti connessi al topic Coronavirus.

Il tema critico è quello della brand safety: per la maggior parte delle aziende italiane, associare il proprio brand ad una pandemia globale è tutt’altro che desiderabile. Ma il problema è soprattutto alla radice, ossia delle campagne pubblicitarie di alcune aziende in calo. In questo periodo, le richieste di sospensione o congelamento di pianificazioni di campagne pubblicitarie sono all’ordine del giorno, in particolare in quei settori immediatamente toccati dalla crisi (turismo, trasporti, cinema, ma anche il lusso). Secondo alcuni dati rilasciati da Doxa.it, sarebbero circa la metà del totale, le aziende che hanno intenzione di comprimere le loro spese in marketing e comunicazione a causa del Coronavirus.

Ma fortunatamente, non mancano le eccezioni: il rovescio della medaglia vuole che in alcuni comparti ci siano le condizioni ideali per mantenere, e in alcuni casi anche aumentare, la propria spesa pubblicitaria: per esempio il settore alimentare, il farmaceutico, il finance e tutto il ramo del largo consumo. Adottare la giusta strategia di marketing in questo momento, è assolutamente la strada giusta per raggiungere degli obiettivi positivi.

Le stesse aziende che maggiormente subiscono le conseguenze di questa emergenza globale, hanno deciso di investire sulla propria “Brand reputation”, assumendo uno stile comunicativo che rispettasse la sensibilità del periodo. Si può notare come la loro comunicazione abbracci tematiche informative o “valoriali”, per dimostrare la propria vicinanza alle persone. Spesso campagne comunicative strategicamente vincenti, possono trasformarsi in messaggi virali, la cui diffusione trasmette positività in un momento difficile.

Pertanto, per far si che le aziende riescano a contrastare la crisi e preservare la sostenibilità economica, è molto importante non privare l’advertising di tutte le risorse, in quanto comunicare al cliente la propria presenza anche in situazioni difficili è un messaggio positivo da veicolare. Come dimostrato dalle crisi precedentemente affrontate, le aziende che hanno mantenuto un costante dialogo in queste fasi con i propri consumatori, sono poi state le prime a ripartire, con un guadagno in termini di quote di mercato.

Possiamo infine confermare, come alcune aziende abbiano compreso l’importanza di adottare un tone of voice adeguato e quanto questo possa costituire una grande opportunità in termini di comunicazione.

Il nostro invito agli imprenditori è quello di sfruttare questo momento per guardare al futuro, non smettere di crederci e prepararsi a ripartire.

 


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